“Tu ami la letteratura?”: il primo viaggio di Tabucchi in Portogallo | Gente di Taccuino

C’è una ricca ed approfondita sezione con la cronologia della sua vita sul sito ufficiale di Antonio Tabucchi. Scorro l’elenco dei vari anni: 1943 la nascita, 1949-1963 le scuole elementari ed il liceo, 1964 l’anno a Parigi e la scoperta di Pessoa…

Una serie di date accompagnate da qualche riga di commento; eppure, dietro queste parole, Tabucchi ha pulsato di vita. Non ha mai smesso di tenere gli occhi aperti sul mondo. Non ha mai smesso di leggere e di insegnare, di considerarsi prima di tutto un professore universitario e – solo per sei mesi all’anno – uno scrittore. Ha viaggiato, ha scoperto, ha scritto tanto.

Raccontare la vita di uno scrittore è raccontare una folgorazione. Un qualcosa che ad un certo punto è scattato e ha trasformato tutto il resto; tanti hanno professato il Cristo, ma non tutti sono stati accecati sulla via di Damasco come Paolo; tutti scrivono, ma non tutti sono stati folgorati, non tutti sono scrittori. Per Tabucchi, a quanto sembra, la svolta è arrivata nel 1964: ha poco più di vent’anni e sta tornando in Italia dopo un soggiorno di un anno a Parigi (ha seguito piuttosto saltuariamente alcuni corsi di filosofia della Sorbona); in stazione, è attirato da una bancarella di libri – la Gare de Lyon è sempre affollatissima, ci sarebbe stato il rischio di non notarla proprio – e tra tutti gli capita tra le mani una copia di Tabacaria, scritto di Álvaro de Campos, uno degli eteronimi di Fernando Pessoa.

Ecco l’atto di nascita della passione di Tabucchi per Pessoa e la letteratura portoghese, di cui sarà un eccezionale divulgatore e traduttore.

Nel 1965 parte per il Portogallo, in macchina, attraverso la Costa Azzurra e poi la Spagna.“Aimez-vous la littérature?” è quello che chiede a Maria José de Lancastre, la donna che incontra durante il primo viaggio a Lisbona e che diventerà sua moglie, al loro primo incontro.

Me lo immagino eccome il ventiduenne Tabucchi, le piazze assolate di Lisbona, la Fiat Cinquecento dentro calda come un forno a presentarsi con una frase del genere, “Aimez-vous la littérature?”, che è già un definirsi, un esporsi, un richiamare in campo, in mezzo alla città, la letteratura, parte della vita.

Lisbona, dopo la quale non c’è più niente, solo l’Oceano, per le cui strade libri e storie non finiscono.

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Antonio Tabucchi nel 1988

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