La Spy Story prima di Ian Fleming: “I 39 scalini”, John Buchan | Gente di Taccuino

“C’era qualcosa di spaventevole e di diabolico in quegli occhi freddi, cattivi, inumani, pieni della più infernale malizia. Mi affascinavano come quelli di un serpente. Per un attimo fui tentato di arrendermi e di passare ai suoi ordini: ma, se penso ai sentimenti che m’ispirava tutta la faccenda, sarà facile comprendere come questa tentazione fosse solo fisica, debolezza d’un cervello ipnotizzato e dominato da una volontà più forte. Tuttavia riuscii a mantenermi calmo e a singhiozzare”


Se pensiamo alla letteratura di spionaggio, il riferimento per eccellenza che salta subito in mente sono i romanzi di Ian Fleming con protagonista James Bond, pubblicati a partire dagli anni 50; eppure, questo genere letterario affonda le sue radici ben prima, tra la fine dell’ottocento e i primissimi anni del novecento. 

A partire dalla metà dell’ottocento, la narrativa diventa un prodotto di massa e deve adeguarsi alle esigenze del mercato: i giornali ospitano racconti e, soprattutto, romanzi a puntate. Diventa evidente fin da subito che per vendere è necessario attuare una serie di accorgimenti: trame incalzanti, scrittura semplice e accattivante, misteri e peripezie. Basta pensare ad un tipico romanzo di Sue o a Dickens e, ancora prima, a Dumas e Balzac e, del resto, una certa attenzione per il cupo ed il corrotto sono frequenti nella letteratura francese e inglese dell’epoca, dopo le suggestioni romantiche e gotiche.

Molti di questi elementi, ormai affermatisi, confluiranno nei primissimi gialli (ma perchè non ci sono particolari o rigide demarcazioni tra i generi letterari del romanzo): I delitti della via Morgue di Edgar Allan Poe, Sherlock Holmes: Uno studio in rosso di Conan Doyle e La Pietra di Luna di Wilkie Collins vengono tutti pubblicati tra il 1841 e il 1887 e sono universalmente riconosciuti come i primi romanzi della letteratura poliziesca: hanno già acquisito le trame appassionanti, i misteri, l’esotismo tipici dei romanzi d’appendice.

Sherlock-Holmes
Foto: Milanonera.com

All’inizio del novecento, la nascita dei servizi segreti internazionali e le nuove tecnologie attirano tutta una serie di suggestioni letterarie: sono centinaia i romanzi pubblicati tra il 1900 e il 1914 da William Le Queux e  E. Phillips Oppenheim, così celebri a quei tempi ma oggi altrettanto sconosciuti, i primissimi incentrati sullo spionaggio internazionale.

Questo ci porta a John Buchan e a I 39 scalini, i protagonisti di questo articolo.

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Sì, faccio le orecchie ai libri. Ma ho anche dei difetti.

L’INTRECCIO – I 39 scalini viene pubblicato nel 1915, in un momento cruciale per il mondo impegnato nel conflitto totale. In effetti, tutto il romanzo ruota intorno alla guerra, una terribile guerra mondiale che una setta segreta vorrebbe far esplodere uccidendo il primo ministro greco in un attentato e provocando una reazione a catena tra le potenze europee, incastrate in una serie fatale (com’è effettivamente stato nella realtà) di alleanze. Il protagonista, Richard Hannay, si ritrova suo malgrado a dover sventare l’infernale macchinazione, armato solo di un taccuino pieno di appunti criptati e di una serie improbabile di contatti. Un misterioso indizio, legato appunto “ai 39 scalini”, lo spinge appunto ad andare avanti. Il taccuino apparteneva a Scudder, un americano conosciuto per caso che lo ha messo al corrente della faccenda e ha chiesto il suo aiuto giusto qualche giorno prima di essere ucciso dai sicari della società segreta rivale. Hannay si è ritrovato all’improvviso coinvolto in affari più grandi di lui: a conoscenza di un terribile segreto, inseguito da nemici intelligenti e spietati, sospettato di un omicidio che non ha commesso, dovrà intraprendere una vertiginosa corsa contro il tempo per salvare sé stesso e il proprio paese. Braccato, accusato di omicidio e senza uno straccio di idea su come fermare una guerra mondiale, lui, un uomo qualunque: ce la farà a salvarsi e a salvare il mondo? 

L’OMBRA DELLA GUERRA – La fuga di Hannay, tra avventure pericolose, false piste e intrighi, è degna del miglior James Bond; lui, però, non è un’addestratissima spia. Seguiamo i suoi pensieri, le sue incertezze, i suoi errori. Si rivela più scaltro del previsto, comunque. L’Europa in cui viaggia è cupa, come sull’orlo del baratro. L’atmosfera (e io ho adorato l’atmosfera di questo libro) è quella di un’apocalisse imminente.

Sarà davvero possibile scongiurare la guerra?

i 39 scaliniL’EDIZIONE – Ho letto questo libro nell’edizione Minimammut di Newton Compton, uscita nel 2016. Costa 4,90 euro (ah, queste edizioni economiche!) ed ho scoperto (non compro molti Minimammut) che ci sono parecchi gialli classici pubblicati nel loro catalogo, da Conan Doyle a Freeman e Wallace. Effettivamente, qualcuno potrei pure prendermelo… Date un’occhiata

 


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