I consigli di Orhan Pamuk agli aspiranti scrittori

Ne Il libro nero, romanzo del 1994 pubblicato in Italia nel 2007 da Einaudi, Orhan Pamuk, premio Nobel per la Letteratura 2006, percorre una Istanbul nevosa ed impalpabile, corale, fatta di racconti familiari, personaggi, storia politica e sociale della Turchia contemporanea, mitologia e religione. Alla ricerca di Galip, che si confronta con il suo personale tempo perduto quando la moglie Ruya scompare misteriosamente nella notte della città, si alternano gli articoli di Celal, giornalista d’inchiesta e provocatore inarrestabile, vera voce di Istanbul.

In uno degli articoli più interessanti, Celal immagina di incontrare i tre giornalisti morti da tempo che considera da sempre i suoi maestri, e di ricevere da loro una serie di consigli di scrittura; pur incastonati magnificamente nel testo, alcuni di questi punti dovrebbero diventare punti fermi nel lavoro di ogni scrittore, giornalista, blogger, autore. 

Eccone dieci (alcuni che nel libro sono separati, detti da voci diverse pur trattando e completando lo stesso principio, qui li ho accorpati,  ma mantenendo sempre il testo così com’è)

  • Scrivere soltanto per intrattenere è come navigare in mare aperto senza bussola; ma è l’insegnamento ad emergere dalla storia e non viceversa. La storia è la tua bussola.
  • Non metterti mai a tavolino prima di avere in mente la frase d’attacco.
  • Devi avere qualche convinzione sincera.
  • Il tuo lettore è come un bambino che vuole andare alla fiera.
  • Scrivi facile, verrai capito con facilità; scrivi difficile, verrai capito con facilità; a scrivere difficile ti viene l’ulcera. Se ti viene l’ulcera, vuol dire che sei diventato un artista.
  • Esci per strada, studia i visi; ecco lì pronto ad aspettarti un argomento
  • “Dunque” è un’espressione propria soltanto di chi non conosce l’arte di scrivere.
  • La parole d’ordine sono “guardare” e “ascoltare”.
  • Leggi poco, ma con convinzione; apparirai un lettore migliore di quelli che leggono tanto ma con noia.

La mia frase preferita? Questa qui, forse la più bella che abbia mai letto sulla scrittura :

Nostra maestra e signora è Sheherazade; ricordati che tu, come lei, metti semplicemente un po’ di storielle della lunghezza di qualche cartella tra gli eventi che costituiscono la vita.

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